Il lavoro dei saggi è terminato. Purtroppo le dichiarazioni di Valerio Onida e di altri sull'inutilità della mossa di Napolitano e del loro operato si sono rivelate più che fondate. Marco Travaglio, in un suo monologo a Servizio Pubblico, disse "se questi sono i saggi i fessi chi sono?". Aveva terribilmente ragione. Il documento doveva contenere solo 4 o 5 punti programmatici chiari e precisi sui quali le forze politiche dovevano convergere per formare una maggioranza e un governo. Invece quello partorito dai nostri saggi è un vero e proprio "papello" di 112 pagine, magari attinto dai programmi dei partiti politici di appartenenza. Un autentico programma dell'inciucio.
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La nuova tentazione dei partiti
E' ormai evidente che la vera contesa politica si è spostata sul ruolo del Presidente della Repubblica e sulle imminenti votazioni per il successore di Napolitano. Un tempo il vero oggetto dei desideri dei partiti era il governo; si cercava di vincere le elezioni a tutti i costi per mettersi al governo del paese e guidarlo per un'intera legislatura (5 anni, più il periodo di disbrigo degli affari correnti che, nel caso del governo Monti, si è allungato ulteriormente). Ora il quadro è cambiato, e con esso anche l'obbiettivo delle principali forze politiche.
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L'onda rottamatrice di Renzi e i futuri scenari politici
Le parole di Renzi hanno scatenato una vera e propria
tempesta all’interno del Partito democratico. Il sindaco di Firenze ha
attaccato duramente il suo partito e, in particolar modo, Bersani, accusando
quest’ultimo di perdere tempo prezioso in un frangente che invece richiede una
certa tempestività e celerità. Ma l’accusa più pungente, sempre rivolta a
Bersani e forse quella che più di tutte ha scatenato la tempesta, è stata
quella di essersi fatti umiliare dal M5S in occasione dell’incontro con i
capigruppo grillini, con tanto di diretta streaming.
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L'ultima mossa di Napolitano
Napolitano ha deciso. Niente dimissioni, nessun nuovo incarico, per ora, niente elezioni. Il Capo dello Stato ha optato per la soluzione olandese: istituire due commissioni di lavoro, una sorta di bicamerale, che si occupino di formulare, in tema di riforme istituzionali e in tema economico - sociale europeo, delle chiare e precise basi programmatiche sulle quali far convergere le principali forze politiche, creando una maggioranza e quindi un governo.
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