E' ormai evidente che la vera contesa politica si è spostata sul ruolo del Presidente della Repubblica e sulle imminenti votazioni per il successore di Napolitano. Un tempo il vero oggetto dei desideri dei partiti era il governo; si cercava di vincere le elezioni a tutti i costi per mettersi al governo del paese e guidarlo per un'intera legislatura (5 anni, più il periodo di disbrigo degli affari correnti che, nel caso del governo Monti, si è allungato ulteriormente). Ora il quadro è cambiato, e con esso anche l'obbiettivo delle principali forze politiche.
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La fine di un leader
Ecco, la cocciutaggine di Bersani ha sortito l'esito che quasi mezza Italia aveva pronosticato. Il leader Pd è stato definito "non risolutivo" dal Quirinale, che si appresta a vagliare direttamente e personalmente altre ipotesi per dare finalmente all'Italia un governo che sappia fronteggiare la crisi, attuando politiche di rilancio economico. Rilancio economico che deve inevitabilmente passare attraverso interventi di tagli alla spesa pubblica improduttiva, che abbonda in ogni settore economico, tagli alla eccessiva e soffocante pressione fiscale che imbalsama la produttività di questo paese in una morsa potentissima e un piano di dismissioni di immobili e di società partecipate. In poche parole bisogna restringere il raggio d'azione dello Stato, che sovrasta l'iniziativa autonoma e che rende alcuni mercati non ancora pienamente concorrenziali e competitivi. Solo attraverso questi interventi possiamo agire sul debito pubblico, sulla disoccupazione e rilanciare l'economia di questo paese.
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Fine dei giochi
Il giro di consultazioni private del premier incaricato Bersani sembrerebbe finito. Dopo le parti sociali, Monti, Lega e Pdl questa mattina il segretario del Pd ha incassato, per l'ennesima volta, anche il no del M5S, con tanto di diretta streaming. L'incontro avuto con i capigruppo parlamentari grillini non ha avuto l'esito sperato, anche se Bersani sembrerebbe ancora sperare in qualche scheggia impazzita. Poche ore dopo, però, ci ha pensato direttamente Grillo, con il suo "padre puttaniere", a mettere definitivamente una croce tombale sulle speranze di governo del segretario Pd.
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La corsa al Governo
La strada verso la formazione del nuovo governo si fa
tortuosa e in salita. Bersani, dopo aver ricevuto l’incarico dal Presidente
Napolitano, intensifica la sua attività di scouting, presumibilmente nel
contenitore grillino considerata la sua chiusura al Pdl e ad un governo di
larghe intese, con la speranza di racimolare i numeri necessari per formare una
maggioranza al Senato.
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