Napolitano ha deciso. Niente dimissioni, nessun nuovo incarico, per ora, niente elezioni. Il Capo dello Stato ha optato per la soluzione olandese: istituire due commissioni di lavoro, una sorta di bicamerale, che si occupino di formulare, in tema di riforme istituzionali e in tema economico - sociale europeo, delle chiare e precise basi programmatiche sulle quali far convergere le principali forze politiche, creando una maggioranza e quindi un governo.
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La fine di un leader
Ecco, la cocciutaggine di Bersani ha sortito l'esito che quasi mezza Italia aveva pronosticato. Il leader Pd è stato definito "non risolutivo" dal Quirinale, che si appresta a vagliare direttamente e personalmente altre ipotesi per dare finalmente all'Italia un governo che sappia fronteggiare la crisi, attuando politiche di rilancio economico. Rilancio economico che deve inevitabilmente passare attraverso interventi di tagli alla spesa pubblica improduttiva, che abbonda in ogni settore economico, tagli alla eccessiva e soffocante pressione fiscale che imbalsama la produttività di questo paese in una morsa potentissima e un piano di dismissioni di immobili e di società partecipate. In poche parole bisogna restringere il raggio d'azione dello Stato, che sovrasta l'iniziativa autonoma e che rende alcuni mercati non ancora pienamente concorrenziali e competitivi. Solo attraverso questi interventi possiamo agire sul debito pubblico, sulla disoccupazione e rilanciare l'economia di questo paese.
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