L'onda rottamatrice di Renzi e i futuri scenari politici


Le parole di Renzi hanno scatenato una vera e propria tempesta all’interno del Partito democratico. Il sindaco di Firenze ha attaccato duramente il suo partito e, in particolar modo, Bersani, accusando quest’ultimo di perdere tempo prezioso in un frangente che invece richiede una certa tempestività e celerità. Ma l’accusa più pungente, sempre rivolta a Bersani e forse quella che più di tutte ha scatenato la tempesta, è stata quella di essersi fatti umiliare dal M5S in occasione dell’incontro con i capigruppo grillini, con tanto di diretta streaming.
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La fine di un leader

Ecco, la cocciutaggine di Bersani ha sortito l'esito che quasi mezza Italia aveva pronosticato. Il leader Pd è stato definito "non risolutivo" dal Quirinale, che si appresta a vagliare direttamente e personalmente altre ipotesi per dare finalmente all'Italia un governo che sappia fronteggiare la crisi, attuando politiche di rilancio economico. Rilancio economico che deve inevitabilmente passare attraverso interventi di tagli alla spesa pubblica improduttiva, che abbonda in ogni settore economico, tagli alla eccessiva e soffocante pressione fiscale che imbalsama la produttività di questo paese in una morsa potentissima e un piano di dismissioni di immobili e di società partecipate. In poche parole bisogna restringere il raggio d'azione dello Stato, che sovrasta l'iniziativa autonoma e che rende alcuni mercati non ancora pienamente concorrenziali e competitivi. Solo attraverso questi interventi possiamo agire sul debito pubblico, sulla disoccupazione e rilanciare l'economia di questo paese.

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Fine dei giochi

Il giro di consultazioni private del premier incaricato Bersani sembrerebbe finito. Dopo le parti sociali, Monti, Lega e Pdl questa mattina il segretario del Pd ha incassato, per l'ennesima volta, anche il no del M5S, con tanto di diretta streaming. L'incontro avuto con i capigruppo parlamentari grillini non ha avuto l'esito sperato, anche se Bersani sembrerebbe ancora sperare in qualche scheggia impazzita. Poche ore dopo, però, ci ha pensato direttamente Grillo, con il suo "padre puttaniere", a mettere definitivamente una croce tombale sulle speranze di governo del segretario Pd.

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